Cinema: recensione del film “Li Chiamarono Briganti”

Anno e paese di distribuzione: ITA 1999
Produzione: Medusa Film
Genere: Storico/Drammatico
Durata: 129 minuti
Cast: Enrico Lo Verso, Branko Tesanovic, Roberta Armani, Ennio Coltorti, Claudia Cardinale, Benoit Vallès, Remo Girone, Carlo Croccolo, Franco Nero, Francesco Mazzini, Salvatore Puntillo, Michele D’Anca, Luigi Montini, Lina Sastri, Giorgio Albertazzi, Carlo Mucari
Regista: Pasquale Squitieri

“La storia la scrivono i vincitori.”
Quante volte abbiamo ascoltato questa affermazione? Come facciamo ad essere così sicuri che ciò che abbiamo studiato a scuola sia davvero la sola e pura verità storica?


Da oltre trent’anni è sorta una corrente di pensiero, ovvero quella del revisionismo risorgimentale, che ha letteralmente smontato tutte le belle storielle dei coraggiosi Mille di Garibaldi (in realtà erano oltre tremila e non erano solo italiani, ma anche mercenari di varie nazionalità) e la tanto acclamata (e stranamente e sottolineo stranamente improvvisa) voglia di unità della penisola italiana.
Tantissimi sono i conti che non tornano, riflettendoci bene, e la questione meridionale, nonché tutti i problemi del Sud in generale, sono sorti proprio subito dopo l’unità d’Italia. Moltissimi scrittori e giornalisti, come il compianto Nicola Zitara, Pino Aprile e Marco Esposito si sono dedicati e si dedicano ancora alla ricerca dei fatti storici, tramite i tantissimi documenti celati a dovere dai vari governi italiani.
Ma tali verità non sono più accessibili solo tramite i libri o Internet, quest’ultimo meritevole delle più grandi lodi, poiché prima del suo avvento, la divulgazione delle realtà storiche, consultabili da tutti, era quasi del tutto impossibile.
Di fatto, cosa che pochissime persone sanno, il regista Pasquale Squitieri realizzò il film Li Chiamarono… Briganti!, uscito nelle sale italiane nel 1999, con un cast stellare: si va da Enrico Lo Verso a Claudia Cardinale, da Remo Girone a Franco Nero, Carlo Croccolo, Lina Sastri, Giorgio Albertazzi e tanti altri.
La domanda che vi starete ponendo è: come mai non ne sappiamo niente? Semplice: il film venne immediatamente censurato dalla Medusa Film, la casa di produzione, che ritirò la pellicola dalle sale dopo forti pressioni da parte del governo italiano e dello Stato Maggiore dell’Esercito che, in questa maniera, hanno letteralmente ed implicitamente ammesso che ciò che si vede nel film è la verità dei fatti.
La trama infatti parla delle vicende del famoso Carmine Crocco, interpretato da Enrico Lo Verso, un ex garibaldino che, insieme al suo fidato amico Ninco Nanco, torna finalmente a casa, a Rionero in Vulture, dopo la spedizione con Garibaldi, per scoprire che la situazione del Sud, anziché essere migliorata, dopo la fine del Regno Delle Due Sicilie, è invece drasticamente peggiorata: i meridionali subiscono i continui soprusi dell’esercito piemontese, nonché delle nuove giunte municipali, asservite ai Savoia, che hanno impoverito del tutto la popolazione, esattamente come accade nelle colonie interne.
Quando Carmine e Ninco cercano di bloccare questa barbarie, il sindaco della loro città li fa arrestare. Fortunatamente, grazie all’appoggio di vari nobili filoborbonici e del Vaticano, offeso anch’esso dai massacri compiuti dai garibaldini e dai piemontesi, i due vengono liberati e riforniti di armi e soldi, in modo da divenire i capi delle tantissime bande di briganti, sorte in seguito alla fuga dalle autorità che pretendevano troppe tasse da gente troppo povera.
Organizzando la prima vera resistenza ai piemontesi, Carmine diventa famoso come il “Generale dei Briganti” e comincia l’offensiva per scacciare gli invasori, guidati dal folle, spietato e razzista generale savoiardo Enrico Cialdini, e ripristinare la monarchia borbonica nel Sud, che tanto aveva fatto per il proprio popolo. Ma le conseguenze di tale scelta saranno molto amare.
Il film è realizzato davvero bene e l’immensa bravura di Squitieri è stata quella di racchiudere tutti gli aspetti della trasformazione del Sud Italia in colonia interna del Nord, con le numerose conseguenze negative (l’inizio della cultura razzista dei nordici nei confronti dei meridionali, a causa delle teorie pseudoscientifiche di Cesare Lombroso, precursore dei nazisti, il cui museo degli orrori è tuttora aperto a Torino, nonché l’inizio del rapporto tra Stato italiano e mafiosi, camorristi e ‘ndranghetisti), in sole 2 ore di pellicola.
Forse l’unica nota un po’ stonata, ma non grave ai fini della trama, è il grande Massimo Venturiello che doppia Enrico Lo Verso, dando a Crocco un accento napoletano, cosa del tutto erronea, dato che il Generale dei Briganti era lucano.
Un film consigliatissimo, specie per la gente del Sud che ancora ignora qual è la vera causa di tutti i mali del nostro territorio, un tempo culla di un regno florido e ricco, checché ne dicano i libri scritti dagli storici di regime, ed ora terra letteralmente stuprata e rovinata dalle continue scempiaggini dei governi italiani.

Un articolo a cura di Michela e Mario Conoscitore.
Fonte: Incursioni Cinemaniache

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