Calabria, la leggenda di Pietra Cappa

Il nostro viaggio alla scoperta dei miti e delle leggende del Sud Italia oggi fa tappa in Calabria, nel parco nazionale d’Aspromonte per l’esattezza. E’ proprio qui che, fra circa  1.500 specie di flora e una fauna altrettanto ricca, sorge Pietra Cappa: il monolite più alto d’Europa. Situata sul versante orientale del parco dove fa da confine tra Careri e San Luca, la Pietra Cappa è considerata una vera e propria rarità. Versa in uno stato di perfetta conservazione e occupa circa 4 ettari di terreno, svettando  in altezza con ben 140m. Sicuramente vi starete chiedendo il perché di questo nome così inusuale, ebbene è stata denominata “Cappa” in virtù  della cavità interna che la contraddistingue che ricorda una coppa rovesciata. Anche le origini della pietra sono molto particolari.

Sono state riscontrate tracce del grande masso in alcuni documenti medioevali dove si parla di pietra Gauca ovvero pietra vuota. Una denominazione che può essere associata non solo a pietra Cappa ma a tutta la zona circostante. Ovviamente questo luogo, molto ambito dai turisti, è protagonista di diverse leggende. Una di queste ha origini cristiane ed ha come protagonista Pietro, il discepolo di Gesù.  Questi avrebbe chiesto agli apostoli, affamati, di far penitenza portando su per la montagna delle pietre. Pietro scelse quella più piccola così Gesù per ammonirlo la trasformò in una briciola di pane mentre agli altri toccarono delle pagnotte.

Riconoscendo il proprio sbaglio fu lo stesso Pietro a volere che quella pietra restasse lì a ricordo della sua malizia e sfiorandola con un dito la fece diventare grande, così come la conosciamo noi. Una volta diventato il custode del cielo decise di imprigionare per l’eternità la guardia che schiaffeggiò Gesù davanti al Sinedrio, i cui colpi contro la nuda roccia e le grida di dolore vengono sentiti ancora oggi dai pastori e dai passanti.

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